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FARMACOLOGIA DEGLI ADATTOGENI NEL MANAGEMENT DELLO STRESS CRONICO

20 ottobre 2010
Autore: Prof. Claudio Corbellini

FARMACOLOGIA DEGLI ADATTOGENI NEL MANAGEMENT DELLO STRESS CRONICO

Gli studi preclinici e clinici hanno provato la complessa azione farmacologica della Rhodiola rosea un presidio fitoterapico importante per prevenire la condizione di stress cronico ed alleviarla quando essa è in atto, agendo come un formidabile “adattogeno”.

Dallo stress acuto a quello cronico

Lo stress è originato da traumi fisici, infezioni, turbe del sonno, scarsa autostima, diete inadeguate, relazioni pericolose, guai finanziari, traffico stradale caotico, superlavoro, problemi familiari; tutti noi dobbiamo difendercene adattandoci ogni giorno ai suoi multi-formi attacchi.

Uno dei pilastri della vita sana è la capacità di resistere in modo efficace alle condizioni di stress acuto, combatterle o adattarsi ad esse.

Quando lasciamo che lo stress ci vinca e si trasformi da forma acuta in forma cronica, la nostra salute è in serio pericolo perché si generano squilibri ormonali, si reduce la resistenza fisica e le capacità intellettuali. Lo stress cronico può causare disturbi dell'umore (ansia e depressione su tutti), innescare disfunzioni sessuali ed interferire con la corretta funzione dell'apparato cardiovascolare; può abbassare sensibilmente le difese immunitarie, determinare un invecchiamento precoce e predisporre l‟organismo a tutta una serie di malattie croniche.

Esistono due soluzioni possibili a questo problema: ridurre o eliminare i fattori che lo determinano oppure aumentare la capacità individuale di combatterlo.

Un grande alleato in questa lotta può essere la Rhodiola rosea e in particolare RADICE ARTICA di Functional Point.

Il controllo neuroendocrino della risposta allo stress

La risposta allo stress altro non è che un meccanismo correttivo di cui il nostro corpo dispone, costituito da molte armi di protezione tra cui spiccano il Sistema Nervoso Auronomo (SNA), l‟asse ipotalamo-ipofisi-surrene e l'asse Simpatico-Adreno-Midollare (SAM).

Il SNA è la sezione “automatizzata” del Sistema Nervoso Centrale (SNC), un network di nervi, gangli, terminazioni nervose che innervano, controllano e coordinano ogni tessuto in modo automatico ed inconscio. Tra le funzioni presiedute dal SNA ci sono quella cardiocircolatoria e respiratoria, la digestione, la sudorazione e traspirazione, i processi di eliminazione (solo per citarne alcuni).

Esso è a sua volta suddiviso in Sistema Nervoso Parasimpatico (SNP) e Sistema Nervoso Simpatico od Ortosimpatico (SNS).

E' possibile immaginare il SNP ed il SNS come due set separati di nervi che corrono lungo tutto il corpo innervando tutti gli organi e i tessuti; normalmente i due sistemi lavorano in modo antagonistico producendo effetti funzionali in direzioni opposte. Quando però si verifica un evento stressante il sistema simpatico prende il sopravvento e mette il nostro organismo in una condizione di massima attivazione: le pupille di dilatano, aumentano frequenza, gittata cardiaca e pressione sanguigna ed il flusso ematico viene distribuito verso gli “organi di emergenza”, in particolare il cervello e i muscoli; i bronchioli si dilatano ed aumenta la frequenza respiratoria, mentre vengono mobilizzate le riserve energetiche (grassi e carboidrati).

I neurotrasmettitori fondamentali del SNS sono le catecolamine e in particolare la noradrenalina (NA).

Le terminazioni nervose simpatiche rilasciano questi mediatori chimici in prossimità degli organi bersaglio sulle cui cellule sono posti i ricettori attraverso cui si innesca la risposta allo stimolo. In tal modo si attua la prima fase della risposta all‟evento stressante.

La sola attivazione del simpatico non è sufficiente, pertanto vengono reclutati altri circuiti: l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e l‟asse simpatico-adreno-medullare (SAM). Si tratta di sistemi ormonali “a cascata” con una serie di eventi biochimici che iniziano nel sistema nervoso e si propagano nell'intero organismo, fino a raggiungere il bersaglio finale costituito dalle ghiandole surrenali.

Questi organi sono formati da due distretti anatomo-funzionali: la zona corticale, preposta alla sintesi e secrezione degli ormoni corticosteroidi e la zona midollare che produce e secerne catecolamine, in particolare adrenalina e noradrenalina.

L'asse SAM è una sottosezione del SNS che innerva direttamente le ghiandole surrenali stimolandole a rilasciare adrenalina nel torrente ematico.

L‟asse HPA inizia invece nell'ipotalamo: qui arrivano sia impulsi elettrici che stimoli endocrini e neuro-endocrini provenienti da vari organi; essi sono elaborati ed integrati per produrre un segnale di risposta da inviare ad altre parti del cervello e ad altre sezioni del SNA.

Entro pochi secondi le terminazioni nervose simpatiche rilasciano, come risposta difensiva, il neurotrasmettitore noradrenalina. Quasi istantaneamente anche le surreni secernono adrenalina e noradrenalina, per completare quella che fisiologi e farmacologi definiscono reazione di “fight and flight”. Trascorsi pochi

volta comanda all'ipofisi la secrezione di ACTH (ormone adrenocorticotropico); è proprio l'ACTH a chiudere il circuito ipotalamo-ipofisi-surrene stimolando il rilascio di cortisolo dalle ghiandole surrenali.

Il cortisolo è l'ormone-chiave della risposta: la sua secrezione viene regolata a feed-back, nel senso che le concentrazioni circolanti fungono da segnale per modulare, ed al limite inibire, la sua stessa sintesi e rilascio. L'asse ipotalamo-ipofisi-surrene è il grande controllore della risposta allo stress, che in condizioni normali è un fenomeno adattivo: in presenza di stimoli continui e riconosciuti il sistema di auto-modula e velocemente ristabilisce le condizioni omeostatiche.

 

Gli stimoli stressanti sono molteplici, talvolta nascono nella nostra psiche e non sono di natura facilmente percepibile. In un certo senso si possono misurare valutando l'entità della risposta adrenergica che riescono a scatenare.

In tal modo si è giunti a definire stressanti alcuni eventi come una dieta stretta (Opstad 1994, Palmblad et al. 1977, Shimizu et al. 1991, Tegelman et al. 1986, Beer et al. 1989), un intervento chirurgico (Vinogradov et al. 1981), l’insonnia (Von Treuer K. 1996, Norman & Armstrong 1996, Leproult et al. 1997), un eccessivo esercizio fisico (Opstadt K. 1994, Bosco et al. 1996, Semple et al. 1985, Dessypris et al. 1980) ed anche alcune emozioni che possono innalzare i livelli circolanti di cortisolo e catecolamine, gli ormoni dello stress (Irwin et al. 1988, Rein et al. 1995).

E' importante notare come la secrezione del cortisolo segue un ritmo circadiano, che lo stress altera in modo considerevole. Se detto stress è una situazione ripetuta e rinforzata da altri stimoli, può instaurare una condizione cronica con una sequela di potenziali disturbi fisici e psicologici.
Ricordiamo la preziosa sinergia con l'agopuntura.