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Stress, agopuntura e bilancia psicosomatica

23 novembre 2010
Autore: Prof. Claudio Corbellini

 

STRESS E BILANCIA PSICOSOMATICA.

Quando lo stress diventa cronico, determina l'attivazione del cosiddetto programma comportamentale, ancestralmente finalizzato ad organizzare il movimento e l'azione secondo uno schema preordinato d’attacco e fuga, e del programma biologico che stimola il metabolismo, per sostenere le maggiori richieste conseguenti all'azione. La risposta ideale è bilanciata, ma, in genere, si determina o uno stile comportamentale di reazione, in cui l'emozione si manifesta con comportamenti verbali e/o extraverbali, correlati ad ansia ed ostilità.  O uno stile biologico, in cui prevalgono, invece, le reazioni somatiche.

In questo caso la mancanza di un’azione finalizzata e di un’espressione delle emozioni, determina l’impossibilità di "esaurire" l'attivazione biologica, attraverso l'azione.

Questi meccanismi risalgono ad ere in cui il pericolo era rappresentato dagli animali feroci e sono pertanto finalizzati a mettere l’uomo nelle condizioni psicofisiche più adatte al combattimento o alla fuga.

L'ansia è una reazione adattativa che, se non è eccessiva, permette di affrontare meglio le situazioni. Gli stress cronici, quali l’esposizione reiterata a stimoli competitivi, che determinano un’attivazione continua, mai completamente realizzata, causano la prevalenza dell'attivazione simpatica del sistema nervoso vegetativo con disturbi funzionali a carico dell’organismo e, in particolare, dell'apparato cardiocircolatorio.

Si verificano, inoltre, modificazioni endocrine con incremento degli ormoni dello stress, che, assieme all’attivazione neurovegetativa causano modificazioni metaboliche persistenti, con incremento della frequenza cardiaca,  vasodilatazione coronarica, cerebrale e muscolare e vasocostrizione di tutti gli altri distretti. Su tali squilibri agisce efficacemente l’agopuntura Infatti, le ricerche hanno dimostrato l'azione antipertensiva dell’agopuntura con as­sociato miglioramento della funzione emodinamica cardiaca, en­cefalica e renale. Determinato dalla riduzione dell'eccitabilità del sistema nervoso au­tonomo.

La nascita della psiconeuroendocrinoimmunologia ha determinato lo spostamento dell'attenzione dagli agenti patogeni alle difese individuali, influenzate dallo stato psichico, oltre che, naturalmente, dalle condizioni generali del soggetto.

La chiave per comprendere i meccanismi d'azione dell’agopuntura è l'individuazione della loro azione sui meccanismi deputati al mantenimento dell’equilibrio dell’organismo.

I sistemi peptidergici e la risposta stereotipata allo stress, fanno comprender l'impiego per malattie diversissime di punti quali Taixi (3 rene), Tai chong (3 fegato), Sanyinjiao (6 Milza), Zusanli (36 stomaco), Hegu (4 intestino crasso), che agirebbero modulando la reattività  aspecifica dell'organismo, comunque modificata dalle patologie.

L'agopuntura non va considerata alternativa alla medicina occidentale, ma come medicina integrata.

La guarigione è nel mettersi in armonia con il mondo. Il nostro microcosmo dato dall’unità corpo-spirito deve mettersi in equilibrio con il macrocosmo.

La vera agopuntura mira a far ripercorre il percorso inverso della malattia, pertanto durante il trattamento possono ricomparire disturbi che erano scomparsi.