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la depressione prima parte

28 luglio 2009
Autore: Prof. Claudio Corbellini

 

13) LA DEPRESSIONE

Giovanna 44 anni passava tutta la giornata a correre, doveva gestire il negozio: vendeva, lo riforniva, lo puliva, appena poteva correva a casa per pulirla, lavare, cucinare, accudire al marito e i due figli maschi. Era uno stress terribile, misconosciuto da tutta la famiglia. Iniziò a piangere, vedeva tutto buio, le pesava fare qualsiasi cosa, non aveva più voglia di uscire. Si recò da me disperata su indicazione del suo medico, perché, in qualità di neurologo, le prescrivessi una terapia farmacologica. Prescrissi un antidepressivo e, dopo una ventina di giorni, durante i quali dovetti rincuorarla e convincerla a continuare la terapia, migliorò. Progressivamente la depressione finì.

Era autunno, tornò depressa e disperata in primavera e mi disse: “Dottore mi fido di lei perché mi ha già guarito, ma questa volta non guarirò”; la rassicurai, le prescrissi nuovamente l’antidepressivo ed ebbe la medesima risposta del primo trattamento. La depressione si ripeté tutti gli autunni e le primavere, io le proposi più volte l’agopuntura, che avrebbe permesso un miglioramento del quadro clinico più duraturo, ma lei credeva solo nei farmaci.

Due anni dopo mi telefonò e mi disse: “dottore ho la sciatica, venendo da lei ho visto tante persone che son state bene con l’agopuntura e vorrei farla”.

Iniziammo il trattamento e Giovanna mi disse: “la sciatica a confronto della depressione è una cosa meravigliosa: adesso sono una signora, quando sono depressa, mi considerano quasi una lazzarona, questa volta si prendono cura di me; mia suocera mi aiuta, mi hanno preso la donna di servizio”. Il trattamento ebbe successo e,dopo qualche tempo, quando si ripresentò la depressione, Giovanna mi disse: “proviamo a fare l’agopuntura”. Fu un successo straordinario: non solo si risolse l’episodio depressivo, ma non si ripresentò più. Ebbi notizie di lei da pazienti, a cui aveva consigliato l’agopuntura. Ritornò qualche anno dopo per una periartrite alla spalla.

La DEPRESSIONE è conosciuta da 2000 anni. Ippocrate nelle sue opere la descrisse definendola malinconia; è un Disturbo dell'Umore ed è rappresentata da una serie d’alterazioni che vanno dalle sensazioni d’infelicità, di perdita del gusto della vita, di abbattimento e di rancore sino alle manifestazioni depressive a carattere psicotico. In genere lo stress determina le cosiddette depressioni reattive. Spesso si manifestano alterazioni dell'appetito o del peso, del sonno e dell'attività; sensazioni di ridotta energia; sentimenti di autosvalutazione , di colpa; difficoltà a pensare, concentrarsi o prendere decisioni; a volte ricorrenti pensieri di morte o pensiero di suicidarsi. Frequentemente si ha facilità al pianto, irritabilità, tendenza a rimuginare, ansia, preoccupazione eccessiva per la salute fisica e somatizzazioni quali cefalea, dolori articolari , dolori addominali.

Nel determinare l’insorgenza della depressione, secondo la Medicina Cinese, interagisco­no fattori psichici, agenti cosmopatogeni e l'alimentazione. La classica triade etiopatogenetica (generatrice di malattia) della Medicina Tradizionale Cinese uomo-cielo-terra.

L'ereditarietà é solamente una predisposizio­ne a sviluppare la depressione, in cui gli eventi hanno spesso un ruolo determinante e non solo slatentizzante. E’ possibile, quindi agire, sia con l'ago­puntura, che con la psicoterapia, sulle cause della depressione ed abbiamo la possibilità di effettuare trattamenti, la cui azione non sia limitata alla risoluzione del singolo episodio depressivo, ma ad un'azione preventiva sulle ricadute.

Ricordiamo che lo Shen (l’equivalente cinese della psiche) vive d’emozioni, che attivano l'energia (QI); ma se so­no in eccesso, o disperdono il QI, o lo rannodano, come nel caso di un’eccessiva riflessione; mentre la tristezza lo fa scendere verso il basso, la collera, al contrario, lo fa andare turbinosa­mente in alto. Si determinano così alterazioni del libero scorrere dell'energia, che danneggiano la funzione del fegato di agevolarne l'armonico scorrimento della stessa.

L'efficacia dell'agopuntura nella depressione è stata confermata anche in Occidente da numerose ricerche cliniche. Gli studi hanno riscontrato un riequilibrio dei neurotrasmettitori cerebrali.

L’esperienza riscontra che le sindromi ansioso depressive ad espressione prevalentemente ansiosa sono generalmente trattabili con la sola agopuntura, mentre le altre depressioni richiedono l’associazione con antidepressivi, che, nella mia esperienza di neurologo agopuntore, ho riscontrato essere molto efficace. Nell’individuare l’eziopatogenesi della depressione, secondo il pensiero psichiatrico contemporaneo, risulta determinante il con­tributo della psicodinamica, che analizza la tipologia, la persona­lità, la storia del paziente, l'ambiente familiare, lavorativo e sociocultu­rale.

L’evoluzione della società che ha ridimensionato l’importanza dei va­lori, degli ideali e dei punti di riferimento tradizionali, "Dio, Patria, Famiglia" e la progressiva perdita delle sicurezze dovu­te alla riduzione del WELFARE e alla crisi economica, accanto ad una visione sempre più edonistica della vita, hanno determinato l'assenza di punti di riferimento. E’ una situazione di precarietà esistenzia­le senza certezze che diano un ancoramento e un senso alle sofferenze.

La famiglia spesso non é più l’approdo sicuro, dove possiamo sempre trovare calore e solidarietà, ma un qualcosa di contingente, e frequentemente, transeun­te.

La competitività esasperata, i miti del denaro e del successo portano a trascurare i bisogni reali ed i rapporti autentici, privilegiando esigenze consu­mistiche e riducendo quindi la qualità della vita. Il tempo e le energie che potrebbero essere utilizzati, ad esempio, per avere rapporti sessuali, sono impiegati per andare in palestra, con risultati, anche dal punto di vista fisico, oltre che psicologico, inferiori a quelli che determinerebbe una regolare attività sessuale. L'attività fisica è utile, ma non a spese dei bisogni primari.