Reazioni psicologiche all’infertilità

August 05, 2018 Written by

Articolo di Luigi Collivasone Psicoterapeuta del Centro Medycare di Milano.

Membro dell'equipe per l'infertilità.

Le coppie infertili, in genere, vivono la loro condizione come un destino del quale non riescono a comprendere il significato perché il loro progetto di vita subisce un capovolgimento e sembra loro che il senso di

continuità dell’esistenza giunga ad un’interruzione.

 

DISAGIO

Vi è disagio per un corpo che non risponde più ai propri desideri e alle proprie aspettative, con la percezione che non sia più possibile realizzare quello che viene considerato come il più importante scopo di vita.

Tutto quanto si traduce in un profondo senso di impotenza e inferiorità, con vissuti di colpa e/o colpevolizzazioni che, indipendentemente dal contenuto e dalla persona verso cui sono diretti (se stessi o gli altri),

impediscono di vivere in modo creativo altri aspetti della vita, condizionando quindi la persona anche in ambiti apparentemente non connessi.

La quotidianità di queste coppie è spesso caratterizzata da tristezza e rabbia: la coppia infertile sperimenta un’esperienza di lutto per un corpo che rimane “vuoto”, per un bambino che rimane “immaginario”, per

qualcosa che non è un’entità reale, ma un bambino immaginario.

Questa particolare condizione di lutto e i sentimenti negativi faticano a essere condivisi e spesso non vengono compresi dagli altri, con la conseguenza di un graduale isolamento da amici, conoscenti e familiari.

La rabbia provata può essere accompagnata da forti sentimenti di invidia verso le coppie con figli e verso la relativa facilità con cui queste coppie riescono a concepire, alimentando ulteriormente il progressivo ritiro

dalla sfera sociale, sia per la difficoltà nel riuscire a gioire dell’altrui felicità, sia per non dover “giustificare” la ragione della loro non ancora avvenuta genitorialità.

Il desiderio di avere un figlio può arrivare ad assumere un ruolo dominante della vita di una donna, con il conseguente pericolo di giungere a una condizione psicologicamente opprimente, la “sindrome da desiderio di

figli” (Auhagen-Stephanos, 1993).

L’identità maschile, invece, tende a essere strutturata attorno alla confusione, tra potenza procreativa e potenza sessuale.

Nell’uomo, la fertilità, la virilità, la forza e la vitalità sono spesso riconosciute dalla società attraverso la generazione di un figlio, per cui la capacità di fecondare una donna può fungere da conferma della propria virilità.

 

Nota mia (Claudio Corbellini): ho trattato molte donne con agopuntura per la depressione, causata dagli insuccessi nella terapia dell'infertilità, ottimo l'abbinamento con la psicoterapia.

L'agopuntura vibrazionale (diapasonagopuntura) si è confermata molto efficace.

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