LA PROTOAGOPUNTURA

July 05, 2020 Written by

PERIODO PREISTORICO

È possibile individuare un periodo preistorico dell'agopuntura, che convenzionalmente si fa terminare con il divieto, riportato nel Nei Jing, testo che risale al periodo degli Stati Combattenti ( 475-221

a. C.) di "usare lepietre che feriscono e le canne che ledono" e l'obbligo di usare i fini aghi per "guarire" (del Nei Jing esistono edizioni, precedenti, a mio parere chiaramente retrodatate).

Abitudine largamente in uso in Cina per rendere più autorevoli le fonti.

In realtà le origini dell'agopuntura si perdono nella notte dei tempi, dando luogo a varie ipotesi.

Secondo alcuni, il primum movens dell’agopuntura sarebbe stato l'istinto a pungere od incidere (come avveniva nel trattamento degli ascessi, patologia molto frequente nei popoli primitivi), secondo

altri, invece, data la complessità e la "finezza" della metodica, sarebbe vestigia di una precedente civiltà scomparsa.

Alcuni ipotizzano, addirittura, che sarebbe segno di una remota presenza di extraterrestri, che avrebbero dato insegnamenti medici di una civiltà superiore.

 

LA PROTOAGOPUNTURA

Le origini della protoagopuntura sarebbero antichissime, infatti nella grotta di Zhou Kou Dian, in cui abitò stabilmente una popolazione nel periodo da 460.000 a 230.000 anni fa; sono state

trovate pietre del tutto simili alle pietre Bian, con cui veniva effettuata la prima agopuntura.

Anticamente in Cina  il sapere veniva trasmesso non solo in forma orale, ma anche con iscrizioni sui  carapaci di tartaruga, e frammenti d'osso con iscrizioni oracolari, che hanno fornito preziose

informazioni sia sulla civiltà cinese, sia sull'origine dell'agopuntura.

È fondamentale un ritrovamento archeologico importantissimo: il drappo funebre scoperto nel 1982 nella tomba di Mawangdui, nello Hunan, attribuito alla tomba della moglie del Marchese Dai, vassallo

dell'imperatore Han (195 d.C.)

Il corpo, splendidamente conservato, con lunghi capelli, cute elastica e articolazioni ancora flessibili.

Il cadavere e gli oggetti erano impregnati da liquidi  a base di acidi organici e composti mercuriali, al fine di conservarli.

Il mercurio è, da sempre, utilizzato nelle pratiche alchemiche e, secondo l'esoterismo taoista, è il principio stesso della trasmutazione.

Il  drappo raffigura il percorso di trasformazione alchemica, la metamorfosi che conduce l'anima umana al Cielo.

Al centro della parte superiore del drappo, sono rappresentati due spiriti che cavalcano due cavalcature,  imprimendo un movimento di rotazione, il movimento circolare sottile della vita, tipico del Tai Qi.

Inferiormente sono rappresentati gli spiriti: i cosiddetti  3 Hun ed i 7 Po; gli Hun si staccano dal corpo, accompagnando la defunta, nel viaggio celeste, mentre i Po, legati allo spirito di sopravvivenza,

restano ancorati  restano  ancorati al corpo, rappresentando l’istinto vitale, tra i vasi con le essenze del grano e le bevande, che si portavano ai defunti perché potessero cibarsene nella vita

ultraterrena.

Alla base viene raffigurata una ruota composta da due mostri marini,  rappresentante l'oceano profondo, l’origine della vita.

Sono stati  ritrovati anche numerosi testi di agopuntura, scritti su seta o su tavolette di bambù nascosti, probabilmente per preservarli, proteggendoli dalla distruzione dei libri, effettuata pochi anni

prima, dall'imperatore Shu Huang Di, tra cui due copie del Tao Te Jing il testo fondamentale del Taoismo.

Sono state rinvenute anche tavolette raffiguranti la ginnastica medica cinese.

I canali non vengono denominati, come oggi, con i nomi degli organi e visceri corrispondenti, ma sono chiamati vasi dei piedi e delle mani.

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