SOSTANZE FITOTERAPICHE DI IMPIEGO MEDICO

May 25, 2020 Written by

Le sostanze fitoterapiche di impiego medico

Le sostanze fitoterapiche di impiego medico sono, in genere, ricette di più sostanze, che hanno un'azione sinergica potenziandosi reciprocamente.

Il medico, prescrivendo queste sostanze, in genere in associazione con l'agopuntura, incrementa, notevolmente, l'efficacia della terapia, in quanto si determina un significativo sinergismo.

Naturalmente è indispensabile una diagnosi "energetica" corretta.

L'AFAC non consiglia l'impiego  di sostanze di origine animale, sia per evitare  i rischi, manifestatisi, anche, in diffusissimi farmaci occidentali, di trasmettere virus, o altri agenti patogeni, sia per

considerazioni animalistico-ecologiche, trattandosi, spesso, di animali in via di estinzione.

Sconsiglia, inoltre, l'impiego delle tradizionali sostanze minerali per l'alta tossicità.

Si tratta di fitoterapici, che, spesso, vengono prescritti sotto forma di estratti secchi, dotati di alta efficacia e di maneggevolezza.

Infatti, non è necessario preparare, per ore, i decotti, ma basta aggiungere dell'acqua tiepida.

Si ha, inoltre,  la sicurezza, sia della standardizzazione del dosaggio, sia delle molecole di sostanza attiva, effettivamente contenute, essendo l'estratto secco, controllato con le metodiche

gascromatografiche.

 

RICERCA MODERNA E SVILUPPI DELLA FARMACOLOGIA CINESE

Esistono due modelli di ricerca, il primo adotta le modalità della ricerca farmacologica occidentale, ai rimedi Cinesi e si è così valutata l'azione su virus, su animali, organi isolati, tessuti, cellule ed enzimi, al

fine di riscontrarne la validità ed i meccanismi d'azione.

Queste ricerche hanno confermato l’efficacia dei farmaci Cinesi ed hanno portato all'isolamento di vari principi attivi: vasodilatatori coronarici, ansiolitici, ipnotici, broncodilatatori, antibatterici, antivirali,

antimalarici, antielmintici, antitumorali ed immunostimolanti.

Recentemente impiegati con successo nella terapia del Coronavirus.

Le ricerche hanno confermato molte interrelazioni farmacologiche, come il sinergismo di potenziamento, l'antagonismo e l'incompatibilità reciproca.

In molti casi, le ricette classiche si sottraggono al tentativo di semplificazione occidentale e la sottrazione di uno, o più elementi, riduce, grandemente, l'efficacia del composto.

Il secondo approccio di ricerca, tiene conto dei principi della Medicina Cinese, che si propone di ristabilire le funzioni fisiologiche dell'organismo e considera l'organismo stesso, nella sua unitarietà.

Questo approccio pone molti problemi al ricercatore, ad esempio, a volte, l'azione dei rimedi si manifesta, solo nei portatori di una determinata sindrome ed è inesistente nell'organismo sano.

In alcuni casi è possibile lo studio su animali, che, comunque, non è sovrapponibile, perché lo psichismo degli animali è diverso.

Infine è doveroso ribadire alcuni aspetti: non è vero che i prodotti naturali, comunque, non facciano, mai male, alcuni sono tossici ed occorre, quando possibile, sostituirli con prodotti più  maneggevoli.

Si rende opportuno un intervento del legislatore, onde evitare, nuove tossicità, con prodotti di origine esotica e limitare l'uso di altri, solo con prescrizione, da parte di medici esperti in materia, che

sappiano individuarne sia l'effettiva necessità, che prescriverli in maniera adeguata.

La farmacologia cinese non è alternativa, ma affiancabile alla farmacologia occidentale.

Read 24 times Last modified on Monday, 25 May 2020 13:58
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