TAOISMO TERZA PARTE

July 30, 2020 Written by

Fondamentale il rapporto Macrocosmo-Microcosmo.

Non sempre la via retta è la più breve, dobbiamo essere flessibili, ma essere consci di cosa ci prefiggiamo, di quali siano i nostri obbiettivi.

Quando necessario bisogna abbandonare la via più breve, ma non dobbiamo perdere di vista il Cammino e riprenderlo appena possibile.

CONFUCIANESIMO E TAOISMO

Confucianesimo e Taoismo hanno differenti concetti di virtù, rifacendosi, rispettivamente, l'uno alla disciplina degli antichi santi, con i loro gesti esemplari, all’osservazione acritica delle regole, da

impararsi a memoria, l'altro esaltando la rettitudine, la naturalezza e la spontaneità.

La santità Taoista consiste nel praticare il TAO, nel grado più sublime, seguendo la regola della non azione, del fare eppur non fare.

Il Santo Confuciano pratica la Carità e la Giustizia, anche se l'accezione Taoista di Virtù può  avvicinarsi ad un insieme di doti che agiscono segretamente e magicamente, automaticamente operanti.

Questa separatezza dalla realtà, paradossalmente coincide con la massima implicazione con essa.

I Taoisti rifiutano le classificazioni rigide, gli insegnamenti dottrinali.

Il saggio taoista vuole suggerire, spingere ad indagarsi, più che a dimostrare.

 

LA NATURA DEL TAO

La natura del TAO sfugge ad ogni definizione concettuale ed univoca; i Maestri Taoisti cercano le tracce del Tao nella Natura, nei rapporti interpersonali e nella psiche.

Non esiste una tradizione univoca, non può esistere, tanto che si è avuta progressivamente l'integrazione tra credenze diverse.

Il DAOZANG, testo fondamentale del Taoismo, è costituito da circa 1500 testi, comprensivi del CHUANG-TZU, il TAO TE CHING ed il LIEH-TZU.

I testi furono raccolti al fine di  arginare la diffusione del Buddhismo in Cina.

 

LE SCUOLE DI PENSIERO

Le principali scuole di pensiero, Taoismo, Confucianesimo, Buddhismo, sono cresciute influenzandosi reciprocamente.

Siamo di fronte ad una visione ciclica del divenire universale, con  una regressione all'origine, "Un ritorno all'Uno" o al "Paese natio".

In ambito medico, il Taoismo approfondì le tecniche di conservazione della salute e la ricerca di prolungare l'esistenza.

 

IN AMBITO MEDICO

Si voleva dare all'uomo una lunga vita serena, che gli permettesse di portare a termine i compiti a lui assegnati.

Il mitico raggiungimento dell’immortalità è uno dei fini del Taoismo.

I Taoisti erano affascinati dalla gioventù dagli occhi splendenti  ricchi di yang, dall'ipercinesia, dai muscoli tonici e dalla pelle morbida e cercavano tecniche sia per fermare l'invecchiamento, che per

ritrovare il vigore giovanile.

I fattori della senescenza erano personificati nei "Tre Vermi" e si cercava di espellerli dal corpo.

 

VERO UOMO

Diventare "HSIEN" o Vero Uomo, significa vivere in una eterna gioventù, in una sorta di paradiso terrestre.

L'essere vegetariani non dipendeva, come nel Buddhismo dal divieto di togliere la vita, ma dalla credenza che il sangue e la carne danneggiassero l'energia del corpo.

Si cercava la giovinezza e la salute attraverso pratiche respiratorie, elioterapiche e ginniche, tecniche sessuali, alchemiche e regole dietetiche.

Lo scopo degli esercizi respiratori era di tornare alla respirazione embrionale, che, peraltro, nella sua realtà, era ignorata dai Cinesi.

L'elioterapia consisteva nell'"indossare i raggi del sole", tenendo in mano uno speciale "carattere", che significava il sole racchiuso in un recinto.

Viceversa le donne dovevano esporsi alla luna, sempre tenendo in mano il suo ideogramma, racchiuso in un recinto.

Nonostante tali premesse, l'empirismo permise di scoprire le proprietà terapeutiche dell'esposizione al sole.

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